Come smaltire rifiuti edili da cantiere

Come smaltire rifiuti edili da cantiere

Lo smaltimento dei rifiuti edili da cantiere è di competenza del “produttore” dei rifiuti che può affidarsi a ditte specializzate come Nova Ecologica per procedere allo smaltimento o al riciclo dei rifiuti edili che è una pratica poco considerata, ma che può offrire oltre che importanti profitti anche degli effettivi benefici ambientali, sociali, etici e appunto economici.

Normativa e composizione dei rifiuti edili

La disciplina che regolamenta i rifiuti edili è il D.M. del 5 febbraio 1998 e successive modifiche, in particolare il Decreto L.gsl. n. 186 del 5 aprile 2006. La normativa contiene le indicazioni per effettuare anche il corretto recupero e riciclo dei materiali da costruzione e demolizione; infatti, la normativa è affiancata dal cosiddetto GPP o Green Public Procurement (ovvero il D.M. n. 203 dell’8/05/2003) che impone l’obbligo presso le pubbliche amministrazioni di prediligere materiali riciclati in caso di gare di appalto per opere pubbliche o, in genere, una quota non inferiore al 30% di materiali riciclati.

I rifiuti edili da costruzione o demolizione (detti anche rifiuti da C&D) sono costituiti da frazioni inerti come laterizi, calcestruzzo, terre di scavo che possono essere facilmente riutilizzati. La composizione dei rifiuti edili da cantieristica è costituita in media da:

  • 2,5% di legno, carta e plastica;

  • 3% metallo;

  • 5% asfalti;

  • 6% materiale di scavo;

  • 10% calcestruzzo non armato;

  • 20% calcestruzzo armato;

  • 50% laterizi;

  • 3,5% materiali vari.

Tuttavia, la scarsa conoscenza della possibilità di recupero di questi materiale comporta lo smaltimento dei materiali – nella migliore delle ipotesi – in discarica o spesso abbandonata abusivamente.

Smaltimento, riciclo e riutilizzo dei rifiuti edili

I rifiuti edili – in base alla loro composizione – possono essere smaltiti, riciclati o riutilizzati.

  • Lo smaltimento: smaltire i rifiuti edili da cantiere ha un costo elevato ed è uno dei motivi perché viene fatto male. Il costo, però, varia da località a località e uno dei fattori che incide sul costo è il trasporto e quindi la distanza dal cantiere alla discarica o area di stoccaggio. Anche l’aumento del prezzo dei materiali inerti naturali incide sui costi, ma è anche la ragione per cui è raccomandabile il riciclo dei rifiuti edili.

  • Riciclo: rispetto alla normativa europea attuale, l’Italia fa ancora fatica a effettuare il riciclo e il recupero di materiali edili in modo selettivo fin dall’origine del processo di demolizione o costruzione. La selezione dei rifiuti già in fase di produzione e a monte degli stessi agevola il recupero che, altrimenti, sarebbe scoraggiante, difficoltoso e costoso. Per questo sono state messe a punto tecniche di demolizione selettiva che prevede la separazione dei diversi materiali demoliti da destinare alla discarica o al recupero. Quanto più il materiale edile viene decomposto in modo omogeneo, maggiore sarà la resa del riciclo; la demolizione selettiva prevede di smontare e destrutturare un fabbricato in modo da ottenere frazioni omogenee. Investire sulla demolizione selettiva è un costo iniziale ingente che richiede macchinari e competenze nelle risorse umane da impiegare, ma sul lungo termine dimezza i costi e raddoppia il risparmio rispetto allo smaltimento vero e proprio.

  • Riutilizzo dei materiali edili: i rifiuti da cantiere come sabbie e pietrisco possono essere reimpiegati nelle opere di ingegneria civile come la realizzazione di sottofondi stradali, aeroportuali, ferroviari, per opere industriali e civili o come riempimento degli strati di fondazione  o infine, nel confezionamento del calcestruzzo. Gli aggregati riciclati – stando alla normativa europea – sono parificati a quelli naturali e artificiali e pertanto i rifiuti riciclati di questa natura possono essere legalmente riutilizzati e equiparabili ai materiali “vergini”.

Strandkorb [cesta da spiaggia]

Strandkorb [cesta da spiaggia]

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Scoprire il Nord della Germania può essere una grande esperienza… la costa tedesca e di Warnemünde spalanca gli occhi verso un mondo nuovo e racconta un modo di vivere la spiaggia diverso da quello a cui siamo abituati… solitaria ma non di certo malinconica.


Strandkorb

Il re della spiagge sull’Ostsee, come viene chiamato qui il Baltico (ovvero il Mare dell’Est), è il vento che plasma tutto come se non ci fosse un domani. La costa da queste parti è bassa e si alza solo nei punti in cui il vento ha costruito delle splendide dune.

Strandkorb

Qui, al mare, ci si copre più che scoprirsi, ci si butta in acqua per temprare corpo e spirito più che per rinfrescarsi. Non esistono ombrelloni. Il bisogno primario qui è ripararsi dall’aria che può essere fresca o fredda, anche nei giorni più caldi dell’estate.

Strandkorb

Ecco la nascita delle Strandkorb, vere e proprie ceste di vimini mobili, con la possibilità di girarle in modo da voltare le spalle alla direzione del vento. Normalmente ci si sta dentro in due, sono dotati di poggia-piedi e spazi dove riporre anche una buona bibita. La spiaggia non si vive a giornate ma ad ore. La vita al mare è fatta di passeggiate, di una fetta di torta, di un panino col pesce e un paio d’ore passate a contemplare un paesaggio nordico racchiusi dentro ad uno Strandkorb.

Strandkorb

Le Strandkorb, sono state ideate nel 1882 da Wilhelm Bartelmann ed è realizzata con salici e canne. La sua nascita è dovuta a un’anziana signora affetta da dolori reumatici per nulla disposta a rinunciare a delle sane vacanze al mare. La signora avanti negli anni chiese allora a un cestaio, Wilhelm Bartelmann, di venirle incontro. La poltrona Strandkorb è diventata  così un simbolo delle spiagge tedesche.

Strandkorb

…Senza di esse le spiagge del Mar Baltico e del Mare del Nord non sarebbero più le stesse!

https://www.sonnenpartner.de

Fonte: Strandkorb [cesta da spiaggia]

Passi avanti di Pitolisant nel mercato statunitense

FARMACO INNOVATIVO E PROCEDURA ACCELERATA DA PARTE DELL”FDA E PRIMI PAZIENTI AFFETTI DA NARCOLESSIA INCLUSI NEGLI STATI UNITI IN UN AMPIO PROGRAMMA DI ACCESSO AL FARMACO. 

Bioprojet è lieta di condividere il comunicato del  suo partner Harmony Biosciences, LLC (Harmony) che ha ricevuto dalla Food and Drug Administration statunitense (FDA) la qualifica di ‘farmaco innovativo’ e l”assegnazione di una ‘procedura accelerata’ per Pitolisant, il suo farmaco in corso di sperimentazione.

     (Logo: http://mma.prnewswire.com/media/567478/Bioprojet_Logo.jpg )

https://www.harmonybiosciences.com/news/2018/05/21/press-release

Pitolisant è attualmente commercializzato, o in fase di commercializzazione, con il nome di Wakix nella maggior parte dei Paesi europei.

‘Siamo felici di apprendere questa ottima notizia, che permetterà ai pazienti statunitensi affetti da narcolessia di poter presto beneficiare di questa nuova opzione terapeutica, già disponibile per i pazienti europei’, hanno dichiarato i cofondatori di Bioprojet, il CEO Jeanne-Marie Lecomte e il CSO Jean-Charles Schwartz.

Pitolisant   

Negli Stati Uniti Pitolisant è un farmaco in corso di sperimentazione e non ancora registrato dalla FDA. Ha ricevuto dall”FDA la designazione di farmaco orfano per il trattamento della narcolessia. Pitolisant è il primo antagonista selettivo/agonista inverso dei recettori H3 dell”istamina ad essere introdotto nella pratica clinica. Esso potenzia l”attività dei neuroni istaminergici nel cervello, migliorando lo stato di veglia dei narcolettici e riducendo la frequenza degli attacchi di cataplessia. Pitolisant è stato sviluppato da Bioprojet, che lo commercializza in Europa fin dalla sua approvazione da parte dell”Agenzia Europea dei Farmaci , ottenuta nel 2016. L”attribuzione della qualifica di ‘farmaco innovativo’ con una ‘procedura accelerata’ permette ad Harmony di chiedere all”FDA una trasmissione continua  dei dati raccolti con l”uso del farmaco, con l”obiettivo di ottenere registrazione e commercializzazione di Pitolisant negli Stati Uniti nel 2019. Se approvato, Pitolisant sarà l”unico nuovo trattamento approvato negli Stati Uniti ,negli ultimi 10 anni, per il trattamento dell”eccessiva sonnolenza diurna e della cataplessia nei pazienti narcolettici.

Bioprojet   

Bioprojet è un”azienda farmaceutica dedicata alla ricerca con sede a Parigi e un centro di ricerca a Rennes, sempre in Francia. Le sue attività consistono nella progettazione, nella sintesi e nello sviluppo di nuove classi di farmaci per colmare bisogni clinici insoddisfatti, come nel caso di Pitolisant (Wakix®). Bioprojet è presente con una propria struttura commerciale in sette Paesi dell”Europa Occidentale e commercializza i propri farmaci nel resto del mondo tramite distributori e licenziatari.

PARIGI, May 22, 2018 /PRNewswire/ —

“Incredibile Carta” – Daniele Papuli

“Incredibile Carta” – Daniele Papuli

 

SIBILLA DI DANIELE PAPULI

Sono uno scultore e dialogo con le materie, lo spazio, i luoghi.

Carta. Materia viva, vibrante, mutevole.

Daniele Papuli, 1971, Maglie, Puglia, Italia


Vaso di Daniele Papuli Dilmos Milano

“L’ incontro con la carta risale al 1995 dopo aver indagato diversi materiali della scultura con una serie di manufatti in pietra, legno, gesso, seguendo inconsapevolmente un percorso, un passaggio continuo dalla gravità alla leggerezza della forma, dalla solidità alla duttilità della materia. Con lo stesso ‘fare’ che appartiene allo scultore, ossia scavando e ‘levando’, ho assottigliato sempre di più i volumi, anche attraverso forme in resina risolte in ampie superfici bidimensionali, fino ad arrivare alla manipolazione della materia cartacea. Per meglio conoscerla e poterla dominare ho sperimentato la sua produzione, sminuzzando carte di vari tipi, miscelate e ricomposte sul retino con terre, erbe e colori. In questo processo di trasformazione, da cellulosa quasi impalpabile a materia stratificata, sono stato stimolato dall’accumulo e accostamento delle risme originarie, per lo più in strisce e ritagli, utili come materia prima da cui partire. Ho deciso di ‘costruire’ la forma scegliendo proprio il foglio di carta come unità di misura, attratto dalle grammature leggere e grosse, dalle potenzialità strutturali della superficie, da questa materia per me, viva, vibrante e mutevole. Materia con una fisicità ed un piacere tattile apparentemente dissimulato nella sua forma più consueta, piatta, bidimensionale, affidato alla grana e al colore. Con una serie di azioni decisive come il taglio, la scomposizione ed estrapolazione dei volumi cercati, il foglio diventa per me una superficie distesa sulla quale agire. La mia indagine prosegue e si sviluppa attraverso la costruzione di strutture in carta sempre più complesse basate sulla ripetitività dei singoli moduli cartacei. I volumi sono calcolate composizioni lamellari, composti da numerose sagome ottenute con infiniti tagli manuali, una sorta di ‘frattale’ fatto nei modi di uno scultore plastico. Le forme che ne risultano a volte si dischiudono a tutto tondo come piccoli e grandi libri e rivelano dall’interno il segno e il disegno dei molteplici riflessi di luce e ombra. La scultura in questo caso mostra una sorta di dinamismo interno, la curvatura dei fogli ne suggerisce l’andamento e lo sviluppo a tutto tondo; sono queste molteplici variazioni ad interessarmi. Altre volte le forme diventano monoliti cartacei sfaccettati in centinaia di lamelle leggere dove gli strati della materia assomigliano a venature e le mutazioni cromatiche della superficie, che ingiallisce come carta lasciata al sole, fanno parte di un processo di metamorfosi che fa risalire il foglio al legno, all’albero, alla sua materia madre d’origine.  A seconda di come è mossa, toccata, tagliata, la carta mi offre continue ‘visionomie’ e ‘tattometrie’, così ho chiamato, rivendicandone l’origine sensoriale, visiva e tattile, le suggestioni che questa materia è in grado di generare nella sua nuova strutturazione. Il mio fare procede allora con la restituzione di queste esperienze e con il continuo indagare intorno alla scultura, alla sua fisicità, al suo rapporto con lo spazio.”vaso in carta di Daniel


Oggi dedico l’articolo a queste due sculture che ho avuto modo di ammirare da Dilmos a Milano l’anno scorso durante il Salone del Mobile. Testi e foto tratti dal sito di Daniele Papuli che vi invito di andare a vedere. La foto del vaso è stata fatta dalla sottoscritta quest’anno presso la galleria Dilmos di Milano.


Metria shelf/container Daniele Papuli by sito

Volume lamellare a parete di forma angolare realizzato con strisce di carta selezionata per grammatura e colore. L’elemento Metria si inserisce a parete come ripiano di appoggio ma anche come struttura adatta a contenere. 

Metria shelf/container Daniele Papuli by sito

Metria shelf/container


Struttura lamellare di forma angolare, con appoggio a terra, realizzata con strisce di carta selezionata per grammatura e colore. Il volume è dotato di una struttura interna con tre ripiani.

Metria totem/container Daniele Papuli by sito

Metria Totem è un singolo elemento verticale, un totem contenitore e nella composizione con più elementi si trasforma in una parete divisoria modulare.

Metria totem/container Daniele Papuli by sito
Metria totem/container Daniele Papuli by sito

Metria totem/container


Conversazioni poetiche tra differenti materiali
FUORISALONE 2017 GALLERIA DILMOS MILANO

 

http://www.danielepapuli.net/

 

Fonte: “Incredibile Carta” – Daniele Papuli

Come distinguere infissi buoni e quali vantaggi portano

Come distinguere infissi buoni e quali vantaggi portano

Cosa contraddistingue un infisso e una buona posa in opera da una mediocre e come riconoscerle

Il giudizio sul prodotto è dipendente da vari fattori:

a) aspetto estetico;
b) requisiti tecnici e strutturali;
c) componentistica;
d) rispetto delle normative vigenti nel paese di utilizzazione;
e) certificazioni
f) garanzie del produttore e assistenza del fornitore.

L’aspetto estetico è importante per un corretto inserimento dell’elemento nel contesto abitativo, i profili devono risultare ben lavorati, le giunzioni, i tagli e le saldature risultare impercettibili e ben allineate. I fermavetri completi di guarnizione, posati con la massima cura nei punti di contatto. I profili con adeguato numero di camere d’aria, (minimo 5) completi di barra continua di rinforzo strutturale, in acciao zincato certificato dal produttore, sia nel telaio che nelle parti mobili.

Ferramenta di primaria ditta in acciaio con vari punti di chiusura perimetrali, Schede tecniche e certificazioni di ciascun serramento con espressi i valori termici ed acustici del componente, schede tecniche con descrizione delle vetrature installate. Non fidarsi di quei produttori che forniscono un valore unico di trasmittanza termica e isolamento acustico per tutta la fornitura. Le certificazioni devono essere rilasciate da laboratori autorizzati nell’ambito della UE.

Non fidarsi delle certificazioni rilasciate direttamente dai produttori. Garanzie del produttore dei profili e della ditta produttrice dei serramenti. Questi sono sostanzialmente gli elementi che differenziano un buon prodotto da un prodotto mediocre. Per il clima italiano, mutevole da regione a regione, e’ anche di fondamentale importanza che i profili siano estrusi in conformita’ ai requisiti richiesti per la classe S” (clima severo).

La messa in opera del componente è un altro fattore dominante, infatti è sufficiente un’installazione maldestra o carente per vanificare le ottime caratteristiche di un serramento. In prima analisi la posa deve essere effettuata da personale qualificato e con esperienza. Il rilievo effettuato con accuratezza calcolando con esattezza le tolleranze. La messa in opera eseguita su falso telaio in legno o in lamiera con un numero di ancoraggi calcolato secondo le dimensioni del serramento, corrette battute con sigillatura perimetrale e applicazione di schiuma espansiva negli interstizi. Nei casi di classe A dell’edificio con l’ausilio di bandelle isolanti in neoprene biadesivo. Corretta posa dei coprifili.

Il bene immobiliare, anche se bene primario, può essere assimilato a qualsiasi altro strumento di cui l’uomo si è dotato per elevare il suo confort di vita. Come tutti gli altri strumenti, ma forse più di altri, è costituito da varie componenti, alcune più durature, altre che costituiscono i famosi beni di consumo. I serramenti costituiscono una quota molto importante fra i componenti edilizi, infatti consentono di avere un rapporto con l’esterno e nel medisimo tempo di ventilare, illuminare e proteggere le abitazioni dagli agenti esterni che in taluni casi possono apparire decisamente aggressivi.

Per tutta questa serie di motivi i componenti di chiusura esterna devono necessariamente essere in primo luogo di buona qualità e inoltre essere mantenuti negli anni in perfetta efficienza al fine di garantire all’abitazione il grado di protezione indispensabile ad un vivere sereno. Conseguentemente una buona e frequente manutenzione, oltre che un corretto uso, qualsiasi siano le caratteristiche del serramento installato, consentiranno allo stesso di durare negli anni con garanzia di efficienza.

Vero è che avendolo definito “bene di consumo” si presuppone che la vita dei serramenti molto spesso, nonostante la manutenzione, non coincida con la durata dell’edificio nel quale sono installati. E ciò per due motivi principali, il primo come già detto a causa dell’invecchiamento del componente, il secondo in quanto l’utilizzo di nuovi materiali e l’avvento di nuove tecnologie costruttive hanno consentito di creare sistemi innovativi in grado di migliorare le caratteristiche complessive dei serramenti, quali la tenuta all’aria, il contenimento delle dispersioni e di modificare di gran lunga ed efficacemente il grado di isolamento delle abitazioni.

In definitiva l’aggiornamento dei componenti di chiusura esterna, se ancor meglio integrato con un efficace intervento di isolamento a cappotto dell’edificio, possono garantire un piacevole confort di vita oltre che assicurare un contenimento energetico efficiente e conseguente interessante risparmio economico di gestione.

 

Sound Consolle e Rubinetteria Morris by Devon&Devon

Sound Consolle e Rubinetteria Morris by Devon&Devon
(In the photo: Sound consolle, Coventry tap, Gatsby mirror, Twinkle lamps, Corolla wallpaper)

Tra le novità del prossimo Salone proposte da Devon&Devon mi hanno particolarmente colpito la Consolle Sound e la Rubinetteria Morris. Entrambi di una eleganza e di design ricercato…

il fascino di oggetti senza tempo!

 


(In the photo: Sound consolle, Coventry tap, Gatsby mirror, Twinkle lamps, Corolla wallpaper)

Una consolle lavabo dal design classico, Sound unisce la particolare leggerezza della struttura metallica a materiali pregiati e dimensioni compatte, caratteristiche che ne fanno un pezzo squisitamente versatile. Sound ha un piano in marmo grigio grafite e parte superiore, con lavabo ovale, Babylon Ceramic, in ceramica bianca; le gambe sono affusolate e decorate con elementi in ottone tornito, con finitura in nichel lucido. Un pratico ripiano completa la console. Disponibile anche nelle finiture cromo e oro pallido.

Dimensioni: cm 60x52x95h


(In the photo bath shower mixer – wall mounted Black Morris)

La nuova rubinetteria Morris, dal Design ricercato unito a richiami anni ’40, rendono Morris immediatamente riconoscibile e d’impatto. Particolare attenzione è dedicata al disegno delle manopole, elemento caratterizzante della collezione: forma cilindrica e svasata, retrò e contemporanea. Il contrasto cromatico tra il corpo metallico, realizzabile nelle nuove finiture nickel nero, oro rosa e bronzo, e la ceramica bianca, o nera, delle manopole, esprimono un’estetica eclettica e al tempo stesso rigorosa.

Rubinetteria Morris by Devon&Devon

La gamma si compone di: rubinetto tre fori e monoforo per lavabo e bidet, gruppo vasca a muro, gruppo vasca da bordo vasca e gambe a terra, bocca erogazione, rubinetto d’arresto e deviatore con manetta in porcellana da incasso.

Finiture disponibili: cromo, oro chiaro, nickel lucido, nickel nero, oro rosa e bronzo.

http://www.devon-devon.com/

Fonte:

Sound Consolle e Rubinetteria Morris by Devon&Devon

Arredamento per interni di un abitazione

Arredamento per interni di un abitazione

Arredare l’interno di un abitazione. Facile? Difficile? Occorre seguire le tendenze o scegliere secondo i gusti? Le due cose possono andare assieme.

Design e Arredamento d’Interni

Quanto conta il design e quindi le idee all’interno dell’arredamento di interni? Contano molto in realtà se si intende avere un abitazione che non sia uguale o molto simile a quella di altre persone.

Attenzione ai particolari quando si parla di arredamento interni.

Tale attenzione può essere rivolta a:

– Singoli elementi di design

– Singoli elementi quali mobili e oggetti decorativi

– Ai colori (i suggerimenti migliori per i diversi anni arrivano dalle Palette Pantone)

– Alle forme

– Alle strutture delle stanze

– Allo stile dell’abitazione

Quando si decide di rinnovare una stanza, o in generale tutta la casa, è importante osservare i singoli elementi che si intendono sostituire e/o rinnovare e pensare allo spazio complessivo, ai colori, anche osservando le tendenze cromatiche ad esempio, alla struttura dove verranno collocati i nuovi mobili.

E’ necessario avere una visione d’insieme, non basta sostituire una mensola con un mobile a due-tre piani, perché quest’ultimo potrebbe essere totalmente inadatto allo stile della casa.

Per fare un esempio.

Mettiamo il caso che la vostra abitazione sia un vecchio casale, lo stile sarà certamente rustico e in tale stile esterno internamente non possono trovare collocazione mobili in stile minimale e moderno perché il conflitto tra i due è palese.

Arriviamo quindi al secondo aspetto, quello delle tendenze e degli stili.

Le nuove tendenze e gli stili

Le tendenze che si affacciano in ogni anno sul mercato non sono adatte a tutte le strutture e a tutti gli stili.

Presa coscienza di questa verità qualche formula per adattare un oggetto di design o un mobile di design all’interno di ambienti lontani dallo stile a cui quell’oggetto si rifà è possibile, ma con qualche accorgimento.

Innanzitutto non deve mancare la visione complessiva, gli spazi sono anche divisibili e non solo materialmente, quindi se si intende posizionare un mobile che non ha nulla a che fare con lo stile di una stanza, si può fare in modo di rinnovare un angolo della stessa.

Come fare questo?

Ad esempio con le luci ma non solo. Un ambiente deve avere mille sfaccettature, altrimenti rischia di apparire poco curato e piatto, per cui poco vivibile, non è un caso che oggi l’architettura e i designer di interni volgano lo sguardo alla ricercatezza, alle luci, al sole, a elementi interni che guardino all’ambiente naturale etc…

Tutto ciò contribuisce anche a poter inserire elementi apparentemente lontani da uno stile ma che se messi in evidenza nel migliore dei modi tenendo conto dei diversi aspetti, possono non solo risultare perfettamente integrati ma anche segnalare un tocco di gusto e di design particolare nel e del luogo stesso.

Come scegliere i mobili

La scelta dei mobili, sia se dovete rinnovare un appartamento sia qualora doveste collocare questi complementi in una casa nuova, deve anch’essa tener conto del quadro generale, dello stile, degli spazi architettonici, dello spazio di deambulazione per le persone e certo anche del vostro gusto personale.

BLoft giunge alla nona edizione!

BLoft giunge alla nona edizione!

Evento Fuorisalone / Lovely WasteVia Spalato 11, Milano – 17 / 22 aprile 2018 orario 10.00 / 22.00


BLoft giunge alla nona edizione! Un nuovo concept espositivo disposto in una gallery di 2,5×12 metri ed inserito in Lovely Waste (evento curato da Source – dedicato all’economia circolare – nel bellissimo centro culturale gestito da ZONA K ed all’interno di Isola Design District).


Bloft, progetto ideato e diretto da Gumdesign, si configura quale rappresentazione scenica di uno spazio abitativo attraverso l’esposizione e la combinazione di oggetti che dialogano tra loro in un incrocio di esperienze, emozioni e racconti di vita; per questa nona esposizione una vera e propria galleria ambientata dove complementi d’arredo interagiscono con oggetti multiformi, tutti accomunati da una forte ricerca sui materiali e le loro lavorazioni con l’obiettivo di raccontare una “storia d’Italia”, una storia “minore” fatta da piccole rappresentazioni solide prodotte da artigiani sensibili, ricchi di esperienza produttiva (handmade e digitali). Vi aspettiamo per illustrarvi le collezioni presentate da sedici protagonisti del circuito BLoft; un circuito che ha raggiunto oltre 50 realtà tra architetti, designer, artisti, artigiani ed aziende: Aarch-Mi, Marco Barazzuoli, Luca Binaglia, BoleFloor/Hallucinated Balloons, Camilla Brunelli, Maurizio Casini, Coevo, De+art, Dialetto Design, Gumdesign, Indastria Design + La Tos, Isabeau, Minrl, Roberto Monte, Gianluca Sgalippa, Nicola Tessari.  Un collettivo che si rivolge a professionisti, showroom, clienti finali e che costituisce una task force pronta a risolvere qualsiasi richiesta per la casa, l’ufficio, la ricettività.

Gumdesign: Viareggio

BLoft è un collettore di energie creative e produttive, in continua crescita, che ha l’obiettivo di fornire soluzioni “a catalogo” o “su misura” utilizzando risorse produttive Made in Italy; i materiali (marmo, legno, vetro, ceramica, metallo, corian…), le tecnologie produttive (dall’alto artigianato alle macchine a controllo numerico), le tipologie dei prodotti (lampade, tavoli, oggetti e complementi d’arredo fino ad arrivare al gioiello) e la creatività di 48 architetti, designer, grafici permettono risposte puntuali a richieste specifiche. BLoft utilizza la strategia comunicativa del “temporary store” applicato a diversi contesti ed ambienti: dalla galleria d’arte allo spazio fieristico, dal palazzo storico al loft contemporaneo e si riproduce con contenuti sempre diversi grazie alla grande varietà dei prodotti presenti nel circuito. Si è visto finora a Milano, Riccione, Venezia, Vicenza, Roma, Napoli, Bergamo ed inserito sempre nei circuiti ufficiali di grandi manifestazioni (dal Salone del Mobile di Milano alla Biennale di Architettura di Venezia, dal Palazzo delle Arti di Napoli alla Fiera dell’Oro di Vicenza).
A breve il sito www.bloft.it sarà online con numerose sezioni che illustreranno il progetto espositivo ed imprenditoriale, lo store on line e le schede degli artigiani, delle aziende e dei designer; una realtà unica nel panorama internazionale, pronta a creare energie progettuali mirate e concrete.

Marco Barazzuoli: Monteriggioni

(Scusatemi se metto solo alcune immagini dei numerosi partecipanti…)

Luca Binaglia: Perugiae e Lucio Curcio: Agropoli

 

BoleFloor: Estonia

BLoft è un progetto culturale ed imprenditoriale in progress che prevede la selezione e l’inserimento nel circuito di realtà artigianali/imprenditoriali e di designer/autoproduttori legati all’alta qualità progettuale e produttiva.  Info Partecipazione e Selezione -> info@bloft.it

 

 

 

Fonte: BLoft giunge alla nona edizione!

Feng Shui: l’arte di arredare un ambiente in armonia con la natura che ci circonda

Feng Shui: l’arte di arredare un ambiente in armonia con la natura che ci circonda

Il Feng Shui autentico è un’antica arte e disciplina proveniente dalla Cina imperiale, le cui origini si possono far risalire a prima del 2000 a.C. L’uomo viveva in un contesto molto diverso da quello attuale, quasi sempre con un maggiore contatto con la natura.

In natura, un animale sa istintivamente quale luogo scegliere per la tana e come costruirla (pensa ad esempio a una volpe), oppure quale luogo scegliere per sostare e riposarsi (ad esempio il lupo o il cane). Noi, invece, al giorno d’oggi abbiamo perso la connessione con le nostre radici e spesso non abbiamo idee chiare in merito a che cosa vorremmo, alle nostre scelte nell’abitare ed alle nostre scelte nella vita. Nella nostra cultura è normale pensare che l’ambiente non abbia alcuna influenza su di noi, sulla nostra attività e sulla nostra resa; ma negli ultimi anni anche la scienza ha dimostrato che non è così: gli ambienti che viviamo e utilizziamo ci influenzano pesantemente (circa il 33%).

Ad esempio, negli uffici dipinti di rosso intenso il livello di tensione e scontro tra i dipendenti è sempre significativamente più alto;in un ufficio, rispetto alla porta d’ingresso, alcune posizioni della scrivania rendono il lavoro più difficoltoso e impegnativo; in casa, grandi specchi in camera che riflettono il letto matrimoniale possono favorire la nascita di relazioni extraconiugali (l’informazione che rimandiamo al nostro istinto è quella di “doppia coppia”!). Ma il Feng Shui non riguarda solamente la scelta del colore o il posizionamento degli specchi! Sostanzialmente, si può definire il Feng Shui come l’arte e la tecnica di progettare e costruire ambienti adatti a noi, protettivi, favorevoli allo sviluppo ed alla realizzazione dei nostri obiettivi. Questa impostazione è tuttora mantenuta nel Feng Shui tradizionale cinese.

Non è sempre possibile consultare un esperto di Feng Shui autentico, e del resto nel passaggio da Oriente a Occidente il Feng Shui ha finito per trasformarsi molto, per essere spesso ridotto a una tecnica di arredamento e/o scelta dei colori. Naturalmente ci si può limitare anche a questo, ma il Feng Shui ha molto di più da offrire, considerando anche che nell’analisi di una proprietà o un appartamento vengono tenuti in massima considerazione anche gli esterni dell’edificio.

Inoltre è possibile applicare il Feng Shui al proprio lavoro.

Per un dipendente bisogna esaminare solamente il posto di lavoro. Per un libero professionista, una partita Iva o un amministratore importante è necessario esaminare il posto di lavoro e anche l’abitazione.

Venendo ai consigli più pratici, per le attività aperte al pubblico (negozi, eccetera) è molto importante controllare la situazione dell’ingresso principale: deve essere ben visibile, pulito, non ostruito, e possibilmente accogliente e protetto (per esempio da una cappottina). La posizione della cassa deve essere ben visibile ma non esattamente frontale all’ingresso, soprattutto se gli spazi sono piccoli. La cassa non dovrebbe mai dare le spalle al cliente, perché il nostro istinto è quello di proteggerla ma in questa posizione siamo nelle peggiori condizioni per farlo.

Per quanto riguarda invece il lavoro in ufficio, è importante prima di tutto che ognuno abbia uno spazio sufficientemente ampio. Il posizionamento ideale di una scrivania, per le persone che devono ricevere il pubblico, trattare affari, prendere accordi, eccetera è: avere alle spalle un muro oppure un arredo solido e guardare la porta d’ingresso dell’ufficio. Se alle spalle abbiamo una finestra con passaggio di persone, è preferibile inserire una tenda spessa. Una grande finestra ai piani alti, invece, non dà questo problema. Tuttavia, la finestra non dovrebbe arrivare a filo del pavimento ma avere un bordo di almeno 20 cm.

Per le attività di routine, come contabilità, conteggi, registrazioni, eccetera, invece, non è così importante guardare verso la porta d’ingresso. La scrivania può anche essere appoggiata contro il muro. In ogni caso, è sempre preferibile evitare di avere la porta d’ingresso direttamente alle spalle.

In un ufficio condiviso da più persone è preferibile se le scrivanie vengono posizionate guardando un centro comune. Bisogna evitare di posizionare scrivanie “in fila”, a meno che non si svolgano compiti estremamente ripetitivi.

Nell’applicare il Feng Shui ad una casa, invece, si ha una certa libertà d’azione.

Anche se abbiamo già acquistato l’arredamento, abbastanza spesso è possibile modificare la posizione degli arredi. Si possono utilizzare gli arredi per creare ambienti separati (ad esempio, una libreria a giorno può essere utile separare la sala dall’ingresso).

Se i colori sono troppo forti e gli arredi troppo lineari e lucidi, è possibile inserire tende morbide con toni opachi, cuscini, sedie imbottite, tappeti, poltrone… per “ammorbidire” la sensazione dello spazio. Infine, in alcuni casi è anche possibile scambiare stanza se necessario (questo succede più spesso con le camere da letto).

Se il colore del pavimento è troppo chiaro o lucido, si possono inserire tappeti o passatoie.

Arredi troppo scuri e pesanti possono essere compensati, in certi casi, pitturando il muro con colori chiari e freschi. Se si parla di un’abitazione all’interno di una piccola proprietà, in certi casi si può scambiare la porta d’ingresso principale con una porta di servizio, se ritenuta migliore. Tutte queste sono possibilità per intervenire, spesso con un costo molto basso, anche se abbiamo già acquistato tutto l’arredamento.

Il progetto su misura che piace all’ufficio

Il progetto su misura che piace all’ufficio

L’arredamento per ufficio ideale è l’arredo su misura. Un arredo studiato in base ai gusti, le esigenze e le personalità di chi quell’ufficio dovrà viverlo nella quotidianità. Perché un ufficio ben arredato e strutturato può diventare lo strumento per fa crescere il processo creativo e produttivo di ciascun lavoratore, alimentando motivazione, azioni, creatività e anche emozioni positive.

Ma come si realizza un arredamento su misura? In primis bisogna affidarsi a un fornitore serio di mobili per ufficio, a un produttore di arredi capace di seguire il proprio cliente dalla progettazione agli allestimenti, prendendosi in carico ogni passaggio dei lavori.

Per arrivare a disegnare un progetto di ufficio “ideale” sono tre i pilastri su cui tutto l’iter deve poggiarsi: semplicità, polifunzionalità e flessibilità. Quindi semplicità del progetto, spazi in grado di unire lavoro, incontro e relax e arredi per ufficio flessibili e funzionali. Il tutto coniugato con l’attenzione al design, ai dettagli e alla qualità dei materiali utilizzati. E solo chi produce direttamente mobili per ufficio, avendo alle spalle anni di esperienza e al suo interno un team specializzato, può garantire un risultato all’altezza delle aspettative.

L’arredamento per ufficio non è più solo forma ma diventa così anche sostanza e mai come oggi, una sostanza che diventa anima. Prestare attenzione a tutti questi aspetti significa infatti curare il personal branding dell’azienda/cliente stesso perché solo in questo modo l’ufficio può diventare espressione e anima di quella realtà.  Un ufficio quindi che diventa una sorta di abito in grado di presentare chi vive lo spazio lavorativo, sia che si tratti di un ufficio direzionale, presidenziale o operativo.

Cosa non deve mancare nel progetto per un arredamento per ufficio su misura

In ogni progetto batte il cuore dell’ufficio che sarà: si delineano le forme, i colori, gli spazi e le geometrie dei vari arredi. Quando si progetto lo spazio lavorativo devono essere prese in considerazione tutte le possibilità, dalle pareti ai pavimenti, passando soprattutto per lo stile, l’acustica, la funzionalità, l’illuminazione e i materiali utilizzati. Tutto deve essere pensato e progettato, consapevoli che i punti fondamentali da non dimenticare sono i seguenti: 

  • comprendere le esigenze del cliente;
  • sviluppare il progetto in sinergia con il committente e con lo studio di architettura incaricato del progetto;
  • scegliere fornitori adeguati e seguire il cantiere dall’inizio alla fine;
  • il servizio post vendita.

La scelta del fornitore è fondamentale. Un fornitore in grado di fornire un progetto chiavi in mano e in primis produttore degli arredi con l’obiettivo di creare spazi armoniosi ed empatici, funzionali ed efficienti. Gli oggetti che realizziamo devono dialogare tra loro e con l’ambiente nel quale vengono inseriti. Sedute, tavoli, divani, ma anche pannelli fonoassorbenti, oltre che accessori, devono essere progettati all’interno di un sistema coerente in cui gli oggetti lavorano in sinergia, per identificare lo spazio».